IL CORPO UMANO…UMANO!
Ogni bimbo si traveste da membro del corpo umano, disegnando su carta o cartoncino e colorandolo quello che gli piace di più, e indossando il disegno, o posizionandolo, una volta ritagliato, nel posto che gli compete addosso a se stesso. Si fanno nominare al bambino le diverse AZIONI e UTILITA’ che esprimono le singole membra, sottolineando subito dopo il RUOLO che esse svolgono secondo il pensiero di Dio. Ad esempio l’animatore può suggerire che la Lingua serve per benedire il prossimo, per consolarlo, pregare Dio,…il Cuore aperto alla Grazia ti rende capace di ricevere e dare il Suo amore,… la Mano ti permette di aiutare gli altri,… il Piede ti porta incontro a chi ha bisogno, ti porta nel mondo ad annunciare Gesù,… la Testa racchiude la memoria delle buone cose che ci ha donato, la vista del mondo creato e delle persone che ci amano nelle quali è presente Dio, essa comanda tutto quanto, proprio come fà il Signore nell’Universo oppure il Papa con la Chiesa,… .Le varie membra, se vogliono vivere, si riuniscono poi per formare il CORPO, che è quello della Chiesa, cioè di Gesù, e si incollano su un cartellone, ognuna al proprio posto formando la sagoma di un corpo.
Variante: – Per i più piccini invece delle membra si possono far disegnare i ritratti dei familiari, facendo notare che tutti abbiamo dei connotati diversi, ma siamo stati creati da Dio con un ruolo per ciascuno. Si incollano i disegni su una grande sagoma ritagliata di cartone a forma di corpo umano, spiegando che quel corpo è il simbolo della Chiesa, corpo di Cristo ecc. – Disponendo di una macchina fotografica, si possono fotografare i vari volti dei bimbi e degli animatori, oppure le varie membra del corpo, da incollare poi nel cartellone finale. – Se i bimbi più grandi stanno attenti a non farsi male, anziché incollare le membra sul cartellone, si possono disporre loro stessi, con il disegno del membro di cartoncino addosso, uno accanto all’altro nel posto giusto, formando con l’ausilio di una sedia o di un gradino, il corpo con la Testa in alto in piedi, la Mani ai lati, il Cuore seduto al centro, i Piedi accovacciati in basso ecc… . Alla fine, ritrarli tutti con una foto, che potrebbe rimanere di ricordo.
PUZZLE GIGANTE
Si disegna in precedenza un grande CORPO UMANO particolareggiato, o si utilizza la fotocopia di tale soggetto molto ingrandita. Si incolla il disegno su cartoncino e si ritagliano varie tessere irregolari di tutte le forme. I bambini dovranno ricomporre il puzzle, appendendolo poi alla parete e scrivendo sul pezzo che preferiscono il loro nome, aggiungendo, se i pezzi sono molti e i bimbi pochi, il nome delle persone che amano. (L’animatore li aiuterà a scoprire i vari ruoli delle membra del corpo come per il gioco precedente).
FAVOLA DEL PESCIOLINO NERO E DELLO SQUALO
(da raccontare/ recitare a più voci/ mimare con travestimenti fatti di cartone o cartapesta/ drammatizzare/ disegnare)
IL PESCIOLINO NERO E LO SQUALO Viveva in fondo all’Oceano un grosso branco di pesciolini rossi, che abitavano negli anfratti e nelle caverne rivestite di coralli attorno ad una meravigliosa isoletta sperduta e ricoperta di palme. Erano felici di nuotare in un vero paradiso terrestre, dove il cibo era abbondante, l’acqua sempre calda tutto il tempo dell’anno e neppure un pescatore si spingeva a pescare in un posto così lontano. A dire il vero, erano tutti felici meno uno, un pesciolino esattamente come tutti i suoi fratelli del branco, con la sola differenza che invece di essere rosso come gli altri, era di colore nero. Era sempre triste, perché tutti lo prendevano in giro, dicendogli brutte cose e lasciandolo sempre in disparte, perché era diverso da tutti gli altri. Si era dovuto rassegnare a vivere da solo, ai margini del branco, e se ne stava a dormire in solitudine in un angolino così buio, che era nero come lui, perché desiderava non essere più visto, anzi, scomparire del tutto. Però voleva bene ugualmente ai suoi fratellini, e soffriva molto tutte le volte che li vedeva in difficoltà, come quando arrivava lo squalo gigante. Sì, perché a turbare la pace del branco c’era questo enorme pericolo: uno squalo grossissimo che ogni tanto piombava in mezzo al gruppo sbucando da non si sa dove, agguantava cinque o sei pesciolini rossi che nuotavano tranquillamente e, senza neppure avere il tempo di scappare, questi finivano sotto i suoi denti aguzzi, tra il fuggi-fuggi generale. E poi, velocissimamente, lo squalo se ne tornava da dove era venuto. La cosa era diventata veramente seria, perché il branco si sentiva proprio impotente di fronte a questo nemico, e un bel giorno, il capo di tutti i pesci convocò una riunione, per discutere il da farsi. “Di questo passo, finiremo tutti divorati dal pescecane in poche settimane!” disse un pesciolino. “Ma che cosa possiamo fare? Dobbiamo rassegnarci, è troppo grosso e feroce per noi!” esclamò un altro. “Potremmo mettere di guardia alcuni di noi a fare da sentinella” propose il capo branco. “Chi di voi se la sente di assumere questo compito?” Ma nessuno si fece avanti. Erano tutti terrorizzati al solo pensiero. Allora al pesciolino nero, che ascoltava tutto dal suo nascondiglio, venne una grande idea. Sbucò fuori dal suo buchino, e si piazzò nel bel mezzo dell’assemblea. Tutti lo guardarono male, ma prima di essere scacciato via, disse col cuore che gli balzava fuori dal petto: “Un momento, un momento! Io ho la soluzione del problema! Ascoltatemi!” Il grande capo mise tutti a tacere e gli permise di parlare, visto che il problema era proprio grave; e poi il pesciolino era così sicuro di sé da suscitare la sua curiosità. “Sentite: voi, tutti assieme, vi stringerete vicini vicini e vi metterete qui davanti al vostro territorio, formando la sagoma di un grande, enorme pesce tutto rosso, e starete fermi così finché non ve lo dirò io.” “E tu, che cosa farai nel frattempo?” chiesero in coro. “Oh, io, che sono l’unico nero, mi metterò al centro della testa del pesciolone rosso, e rappresenterò l’occhio!” Ma sì, certo! Piacque a tutti l’idea del pesciolino nero, perché era proprio la loro unica speranza. E così, non appena si profilò all’orizzonte la pinna dello squalo, e la sua paurosa ombra venne ad oscurare il fondale di casa loro, tutti quanti si misero assieme compatti e formarono il pesciolone, con il pesciolino nero che lesto lesto i collocò al posto dell’occhio. Quando lo squalo arrivò famelico, per sbranare la sua razione di prede indifese come al solito, si trovò davanti una sagoma ancora più grande di lui, che invece di indietreggiare, lo guardava minacciosa. Fu tale la sorpresa, che egli rimase paralizzato, e non appena il pesciolino nero gli fece…”Buuuh!”, scappò via dalla paura così di corsa che non si riuscì neppure a vedere da che parte era sparito! Grande fu la felicità dei pesciolini rossi per la vittoria, e fecero una grande festa al pesciolino nero, il quale li aveva salvati per sempre dal loro più terribile nemico. Infatti, da quel giorno, il pescecane non ebbe più il coraggio di cacciare da quelle parti, e al termine dei festeggiamenti, il pesciolino nero fu incoronato Re del branco. E quel buco nero in cui si era nascosto fra le rocce per tutto quel tempo fu riempito di conchiglie e anemoni di mare di ogni colore, “per ordine del re”!
*************** Questa favola è stata poi pubblicata sulla Rivista del R.n.S. nel numero di Maggio 2002
Canti:Al termine di ogni gioco si può cantare un canto, anche mimato, sullo stesso argomento dei giochi svolti, a scelta fra i seguenti: (sul libretto dei canti): n.207 “Cristo vive in me” n.225 “En la Iglesia” n.311 “Creati per te”. (audiocassetta “‘Abbà tu sei il mio papà”): “Il tuo amore, o Signore”. “Siamo la gente che loda il Signor”.